Visita medica lavoro: in cosa consiste?

L’importanza della visita medica in ambito lavorativo

Il Testo Unico del Decreto legislativo 81/08 in tema di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, stabilisce che “il medico competente in quanto tale é tenuto all’esercizio della propria professione secondo i principi della medicina del lavoro e del codice etico della Commissione internazionale di salute occupazionale“, prevedendo l’effettuazione della visita medica lavoro.

Ebbene, proprio a partire da tale punto cardine è possibile articolare una concreta risposta alla ricorrente domanda “in cosa consiste la visita medica sul lavoro”. Anzitutto, lo scopo della visita medica sul luogo di lavoro è quello di tutelare il lavoratore contro i possibili rischi ai quali verrebbe esposto durante lo svolgimento della propria attività lavorativa e constatarne l’idoneità fisica all’esecuzione, secondo quanto riportato dal documento di valutazione dei rischi redatto in sede aziendale.

Normalmente l’accertamento medico viene effettuato all’interno di un’apposita stanza “chiusa”, attrezzata nell’assoluto rispetto dell’individuo assistito e dei requisiti minimi di decoro professionale, quali: l’assenza di vetri che consentano la visione dall’esterno, la dotazione del famoso lettino, dell’indispensabile rotolo di carta igienico, del riscaldamento nei periodi invernali, di almeno un tavolo con due sedie, di isolamento acustico nel rispetto della privacy. Inoltre, fanno parte del minimo sindacale necessario alla stanza allestita per le visite mediche anche accesso al bagno e la presenza di un lavandino.

Detto questo, nel prossimo paragrafo verranno forniti ulteriori elementi utili alla risoluzione del quesito “in cosa consiste la visita medica sul lavoro?”

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Come si svolge la visita medica del lavoratore

É arrivato il momento di entrare nel dettaglio dello svolgimento di una visita medica lavoro.

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Il professionista designato dall’azienda, unico medico definito competente abilitato a visitare i lavoratori, esercita la propria funzione nell’ambito di tutte quelle mansioni lavorative per l’esercizio delle quali siano previsti dei rischi per la salute. Nello specifico tale condizione si verifica allorquando l’individuo venga impiegato nell’utilizzo di apparecchiature dotate di videoterminali per almeno venti ore settimanali con il rischio di compromettere la vista, oppure esposto al contatto con agenti chimici nocivi i quali potrebbero comprometterne lo stato di salute, all’amianto, al rumore in misura superiore al valore massimo sopportabile, a sostanze cancerogene e biologiche, a raggi o altre sostanze radioattive di natura ottico-artificiale, ultravioletta o infrarossa, piuttosto che sottoposto allo spostamento di carichi con il conseguente rischio di incorrere in compromettenti lesioni fisiche.

Allo scopo di verificare lo stato della condizione del soggetto, il medico competente eseguirà tutti gli eventuali test previsti con finalità obiettive. Quindi oltre a provvedere alla canonica misurazione della pressione, eseguirà il cosiddetto “esame obiettivo” per poi poter procedere alla corretta compilazione della cartella sanitaria e di rischio alla fine della visita. La durata di quest’ultima non sarà particolarmente lunga, a meno che non sussistano eventuali complicazioni legate ad una possibile compromissione della salute del lavoratore sopravvenuta durante l’esercizio della propria mansione, a causa della quale si ritenga necessario limitare o addirittura sospendere l’attività dell’individuo. Nel prossimo paragrafo passeremo in rassegna quanto integrato nel Testo Unico 81/2008 dall’introduzione del Decreto Legislativo 106/2009, in materia di obblighi di sorveglianza sanitaria.

Obblighi e tipologia di visite mediche sul lavoro

Nonostante venga ipotizzato tutt’altro, la normativa prevede che il lavoratore venga sottoposto a visita medica prima di iniziare il proprio percorso lavorativo, con il preciso scopo di accertare l’idoneità al ruolo e l’assenza di eventuali controindicazioni, e durante il suo svolgimento, attraverso il controllo periodico stabilito dal medico competente sulla base dei rischi, allo scopo di tenere sotto sorveglianza lo stato di salute dell’individuo nel tempo. Inoltre, sussistono le condizioni per le quali si rende necessario svolgere accertamenti ulteriori nelle seguenti occasioni:

  1. cambiamento di mansione;
  2. cessazione del rapporto di lavoro;
  3. ripresa del lavoro.
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In quest’ultimo caso, solo dopo un periodo di assenza per motivi di salute superiore ai sessanta giorni continuativi.

Riepilogando, le visite mediche sul lavoro possono essere di natura preventiva, allo scopo di constatare l’idoneità dell’individuo allo svolgimento del ruolo assegnatogli; richieste dal lavoratore; svolte in luogo di un cambiamento di mansione; a causa della cessazione del rapporto lavorativo per un ipotetico rischio di natura chimica; ed a seguito del rientro al lavoro dopo una lunga assenza protrattasi per almeno 60 giorni consecutivi.

Concludiamo questa piccola rassegna citando velocemente i possibili esiti della visita medica sul lavoro. Il primo è l’idoneità, deliberata quando non sussistono problematiche; poi c’è l’idoneità parziale, con prescrizioni o limitazioni; quella temporanea; e infine, l’idoneità permanente.